Le mie sempre-nuove scarpe nuove

Oggi, mentre ero allo sportello di un ambulatorio in attesa di una visita medica, si è avvicinato un ragazzo che non conoscevo e, con fare quasi compiaciuto mi ha detto: “Tu hai sempre delle scarpe nuove.“ Un po’ stupito mi sono guardato le scarpe e solo dopo ho intuito cosa voleva dirmi e perciò sorridendo gli rispondo: “Eh già, io le scarpe non le consumo.“

In realtà oggi indossavo per davvero un paio di scarpe nuove ma con la sua affermazione lui intendeva dire che tutto sommato dovevo ritenermi fortunato perché non dovevo preoccuparmi di comperare delle scarpe nuove. Inutile dire che non mi era mai capitato che qualcuno guardandomi si soffermasse sulle mie scarpe. Magari su altre cose, ma sulle scarpe proprio no.

Ero indeciso se controbattere o meno alla sua “osservazione” quando, non lasciandomi nemmeno il tempo di formulare una frase, ha aggiunto con tono ancor più convinto: “In questo periodo di crisi almeno tu non hai il problema di cercarti un lavoro…tu sei a posto per tutta la vita…è un bel pensiero in meno!”

A questo suo nuovo commento mi sono completamente ammutolito. Se la prima affermazione mi aveva lasciato stupito questa seconda mi aveva lasciato letteralmente senza parole. Stentavo a crederci, in pratica questo ragazzo, tra l’altro giovane, mi stava dicendo che “invidiava” la mia condizione di invalidità perché mi consentiva di percepire una pensione tale da non dovermi preoccupare dei soldi per vivere.

Nella sua mente il fatto che io, volendo, “potessi permettermi” di non lavorare oscurava il fatto che io non potessi camminare, quasi che questo non fosse realmente un problema.

Mi stava guardando senza vedere ciò che mi mancava rispetto a lui e notava invece solo quello che, a suo dire, avevo più di lui.

Ho desistito e non ho più ribattuto alle sue affermazioni. Ho provato a mettermi nei suoi panni: chissà quale dramma interiore stava vivendo per arrivare a vedere una realtà così distorta, o quantomeno una realtà così diversa.

Pochi istanti dopo sono stato chiamato per la visita ma ho continuato a sentire riecheggiare nella mia testa le sue parole: “Tu hai sempre delle scarpe nuove.“

Questo particolare incontro mi ha fatto riflettere ancora una volta su come la realtà sia spesso interpretabile e tutto dipenda dal punto di vista da cui la guardiamo. Mi è tornato alla mente quella scena de “L’attimo fuggente” in cui Robin Williams sale sopra la cattedra e dice agli studenti: “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse… e il mondo appare diverso da quassù.. è proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.. quando leggete non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate… dovete combattere per trovare la vostra voce, più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto.”; E sempre a proposito della capacità di guardare le cose da altri punti di vista, Thoreau dice: “Molti uomini hanno vita di quieta disperazione: non vi rassegnate a questo, ribellatevi, non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno. Osate cambiare, cercate nuove strade!”

Ebbene, questa volta ho potuto guardarmi dalla prospettiva di chi ha problemi diversi dai miei e mi sono sentito un ragazzo fortunato perché anche oggi posso indossare le mie sempre-nuove scarpe nuove!

 

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