Il Test VO2Max e la valutazione della potenza aerobica dell’handbiker

Il Test VO2Max è un esame di valutazione molto noto nel mondo del ciclismo e permette di valutare la “cilindrata del motore dell’atleta”. In termini più tecnici il test serve per misurare il massimo volume di ossigeno consumato dal ciclista durante lo sforzo fisico e per massimo consumo di ossigeno si intende “una misura globale e integrata della massima intensità di esercizio che un soggetto può tollerare per periodi di tempo abbastanza lunghi” (Cerretelli e Prampero, 1987).

Ho pensato di filmare l’esecuzione di un mio test VO2Max per mostrarvi come si sviluppa e per darvi un’idea in cosa consiste. Naturalmente ho dovuto fare dei tagli in fase di montaggio per evitare di farvi scappare “a gambe levate” fin da subito! Potete trovare il video alla fine di questo articolo.

Perché e come si effettua il test VO2Max

Come per i ciclisti anche per noi paraciclisti è necessario avere dei valori di riferimento per poter individuare e programmare delle tabelle di allenamento adeguate ai propri obiettivi. Ecco perché generalmente si ripete questo test 2/3 volte all’anno per monitorare lo stato di forma dell’atleta e valutare la bontà del programma di allenamento (ed eventualmente ricalibrarlo). Il test Vo2Max si esegue contemporaneamente al test Conconi, che si basa sulla curva frequenza cardiaca/prestazione e serve per determinare l’aumento della frequenza cardiaca mentre l’atleta è sottoposto a una serie di carichi crescenti.

All’atto pratico è necessario che l’atleta pedali aumentando progressivamente, fino a esaurimento, la forza applicata alle pedivelle, monitorando l’aumento della frequenza cardiaca e contemporaneamente – con una mascherina – misurando il consumo di ossigeno. Per fare questo è necessario dotarsi di strumentazione di analisi adeguata, di una bicicletta e dei rulli appositi.

Il test VO2 Max con la handbike

Nel caso della handbike i rulli tradizionali non vanno bene perché sono pensati per essere utilizzati con una bicicletta tradizionale e non con una bicicletta che ha la forcella che sorregge una ruota che si sviluppa orizzontalmente. (Se desideri sapere com’è fatta una handbike, ti consiglio di vedere il mio video “Handbike: che cos’è e come funziona.”

Un’altra differenza rispetto a una bici tradizionale è che nella handbike il pacco pignoni non è installato nella ruota posteriore ma in quella anteriore e lavora pertanto in modo inverso. È per tale ragione che è necessario utilizzare un ciclomulino (termine tecnico: ‘cicloergometro a resistenza aerodinamica’), un particolare strumento progettato proprio per la handbike e necessario per effettuare il test.

Dopo una fase di riscaldamento… inizia il test!

Partendo da dei valori di potenza medio/bassi ho iniziato a pedalare mantenendo costante la frequenza di pedalata e la potenza applicata alle pedivelle, per periodi di 1min 30 sec., al termine dei quali ho aumentato la potenza di un valore prestabilito e sempre costante (15Watt).

Per aumentare la potenza ho agito sul rapporto del cambio inserendo rapporti più lunghi e mantenendo costante la cadenza della pedalata e nel frattempo monitoravo i valori di potenza dal monitor del computer, che misurava e analizzava i dati.

Il test è durato circa 15 minuti fino a quando il valore di potenza raggiunto è stato tale da non consentirmi di procedere oltre.

Alla fine del test è stata eseguita un’analisi corretta dei dati per valutare la potenza aerobica. Ogni soggetto è diverso per caratteristiche, costituzione ed età ed è perciò indispensabile leggere i dati alla luce di tutte queste informazioni. Inoltre c’è da considerare un’altra cosa: questo test è generalmente effettuato su ciclisti che, ovviamente, utilizzano i muscoli delle gambe per pedalare e non le braccia come nel caso degli handbiker. E l’utilizzo delle braccia per pedalare porta con sé una serie di valutazioni indispensabili, quali:

  • la potenza delle braccia è diversa dalla potenza delle gambe e pertanto i valori di potenza vanno ridefiniti rispetto al ciclista tradizionale;
  • il volume dei muscoli delle braccia è diverso rispetto a quello delle gambe, come anche l’apporto di sangue per l’ossigenazione degli stessi e questo può influire sui tempi di recupero.

Concludendo, il test VO2Max è un ottimo strumento per avere una panoramica dello stato di forma di un handbiker e per definire quale programma di allenamento adottare. Ripeterlo nel tempo permette di avere dei valori di confronto tra lo stato di forma pre e post preparazione. È invece più difficile individuare dei valori assoluti di riferimento validi per tutti a causa sia della diversità dei soggetti sia per la scarsità dei dati presenti in letteratura.

 

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