Scendi con me in Handbike

Il bello di una salita è che prima o poi, dopo qualche curva, finisce e si arriva finalmente in vetta. E da lì inizia la discesa e generalmente più ripida è la salita più rapida e veloce sarà la discesa.

In un certo senso questo concetto vale sia nel bene che nel male. Molto spesso parlando in termini figurativi la salita e la vetta possono essere equiparati al successo, che se raggiunto troppo velocemente può portare ad altrettanti rapidi “tonfi.”

Ma oggi vi voglio parlare del gusto della fatica nel salire e del piacere della discesa.

Salendo lungo la strada che da Braies Vecchia conduce a Prato Piazza di sudore ne ho versato molto e in quanto a fatica non mi sono certo risparmiato. In handbike la salita è particolarmente difficile da fare e pendenze che possono risultare ardue per un ciclista “normale” possono diventare proibitive con una handbike.

La salita di Prato Piazza è da considerarsi tra quelle molto difficili per un paraciclista e io prima di affrontarla ero stato “messo in guardia” da amici che c’erano già stati e che mi avevano sconsigliato di provarci perché troppo dura.

Si tratta infatti di 10 km con pendenze per lunghi tratti attorno all’8% e in alcuni brevi tratti sopra il 10 %, che da circa 1400 metri portano a quasi 2000 metri di altitudine. Il paesaggio che si incontra è incantevole e se la fatica non ti annebbia i sensi si può percorrere ogni metro di strada rimanendo incantati dal verde del fitto bosco che ti circonda e quasi inebriati dal profumo intenso dei pini.

Ma questo purtroppo non basta per trovare energie e determinazione per non perdere la sfida con se stessi. Ogni curva, ogni cambio di pendenza, ogni 100 metri percorsi, significano un pezzo di strada in meno verso l’arrivo ma allo stesso tempo un’elevata quantità di fatica accumulata sulle braccia.

In quei momenti, mentre percorrevo la salita, pensavo alle parole che pochi giorni prima mi aveva detto Francesca Porcellato (vedi articolo) quando mi diceva di visualizzare la mia medaglia d’oro e trovare la voglia di non mollare mai per raggiungerla.

Quel giorno la mia medaglia era raggiungere la vetta e godermi la discesa!

Ho affrontato gli ultimi chilometri rimandando di curva in curva il desiderio di fermarmi. Mi dicevo: “Arrivo fino a quel pino e poi mi fermo a riposare…”. Puntualmente però, raggiunto quel punto, proseguivo oltre dandomi un ulteriore piccolo obiettivo. Così facendo senza concentrarmi sull’obiettivo finale ho focalizzato le mie energie affrontando una per volta ogni singola curva e mi sono trovato dopo oltre un’ora di pedalate stanco e stremato sulla vetta.

Non posso dire di esserci arrivato senza accorgermene perché la fatica che provavo era tanta e si sentiva tutta ma quello che contava era essere lì in cima e non essermi arreso lungo il percorso.

Molto spesso ci fissiamo obiettivi troppo grandi e ambiziosi non perché non saremo  in grado di raggiungerli ma perché non capiamo che per farcela dobbiamo scalare la vetta una curva alla volta perché il peso di un obiettivo tanto grande può rischiare di schiacciarci.

Altre volte invece la ragione può essere che l’obiettivo che ci poniamo non lo desideriamo davvero, magari perché ci viene imposto, o perché è quello che tutti si aspettano da noi, o forse è l’obiettivo di qualcun altro.

Io ho affrontato quella salita con un unico grande traguardo: godermi la discesa.

Sapevo che ogni metro in più che sarei riuscito a scalare mi avrebbe regalato qualche decimo di secondo in più di piacere lungo la discesa.

Sapete cosa vi dico? Ne è valsa la pena. Mentirei se dicessi che il piacere della discesa mi ha fatto dimenticare la fatica che ho fatto ma è proprio lo sforzo e la determinazione che mi ha richiesto salire quella vetta che hanno reso così intensa l’emozione che ho provato scendendo.

Dato che molti di voi mi chiedono perché mi piace l’handbike, se l’handbike è pericolosa, che visuale si ha da “distesi”… ma soprattutto cosa si prova nell’andare veloci, ho pensato di portarvi con me giù per la discesa di Prato Piazza.

Buon divertimento a tutti!

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