Esistono anche le giornate no

“Fai sempre del tuo meglio”: è quello che mi ripeto ogni volta che la voglia di allenarmi o di impegnarmi nel mio lavoro sembra essere minore del solito. “Fai sempre del tuo meglio e ricorda che il tuo meglio è diverso ogni giorno”: di questa frase letta un giorno in un libro ne ho fatto il mio leitmotiv. Ci sono giorni nei quali inventerei mille scuse piuttosto di infilarmi il completo da ciclista e uscire per l’allenamento programmato. Mi dico: “Sono stanco, è freddo, fa troppo caldo, non c’ho voglia …” Sono situazioni che si ripetono di tanto in tanto nello sport, ma allo stesso tempo quando vado a lavorare, e penso capiti a ciascuno di noi. Non sempre ciò che amiamo fare ci riesce facile, senza fatica. A volte proprio perché amiamo così tanto ciò che facciamo siamo troppo ansiosi di raggiungere prestazioni o risultati migliori del giorno prima. Così quando non ci sentiamo molto bene, non siamo in forze, o semplicemente siamo stanchi o abbiamo poca voglia, affrontare il “lavoro quotidiano” diventa ancora più difficile e stressante.

In questi anni ho imparato che i risultati si ottengono con il lavoro quotidiano e tanta pazienza, passando anche da giornate come queste. Lavorare bene vuol dire lavorare al proprio meglio, il meglio che possiamo dare in quel momento, ricordandoci che ogni giorno il nostro meglio più cambiare. Questa non deve essere una scusa, non deve essere un modo per giustificare il fatto che non abbiamo raggiunto le prestazioni o i risultati del giorno prima o della gara precedente. Possiamo mentire agli altri, ma non possiamo mentire a noi stessi.

Per me sapere che possono esserci giorni così, dove la fatica prende il sopravvento, dove non riesco a raggiungere la concentrazione ottimale, dove la voglia è minore del solito mi consola. Si certo, proprio così. Ho imparato che anche il mio corpo ha dei limiti che devo accettare e rispettare. Ma ho imparato anche che non devo mollare mai. Mi consola il fatto di sapere che quando sto così non sono io che sono sbagliato o che sono diventato improvvisamente scarso, no. Posso stare tranquillo che non è così…È semplicemente il mio corpo che mi sta dando dei segnali. Allora faccio il mio meglio, lì in quel momento. Esercito la mente a non mollare e non rassegnarsi, ma allo stesso tempo ascolto i segnali e imparo a conoscerli. Perché non mollare vuol dire anche questo, forse vuol dire soprattutto questo, ovvero lasciare da parte per un giorno la presunzione di essere invincibili, accettare di rallentare un pochino per ritrovarsi pronti ad accelerare più forte di prima non appena saremo di nuovo al meglio della nostra condizione.

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